Quali sono le indicazioni all’uso della cannabis e come può essere ottenuta una prescrizione?

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Recentemente in Italia si è molto parlato della possibilità d’uso della cannabis per problemi di varia natura, anche nel paziente oncologico.

La maggior parte delle regioni ha dato specifiche direttive sulle modalità di dispensazione della cannabis con spese a carico del sistema sanitario. In generale le indicazioni sono abbastanza sovrapponibili tra le regioni italiane anche se, proprio per le differenze che possono esservi, è opportuno chiedere delucidazione presso le farmacie ospedaliere che certamente sono aggiornate su questo specifico argomento.1

Usualmente, le indicazioni previste (per cui, di conseguenza, si ha diritto di rimborso dal sistema sanitario regionale) sono le seguenti:

  • dolore associato a spasticità (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) con resistenza alle terapie convenzionali;
  • dolore cronico, con particolare riferimento al dolore neurogeno (da lesione o infiltrazione dei nervi) in pazienti con resistenza ai trattamenti convenzionali;
  • altri tipi specifici di sindromi neurologiche.2

 

I trattamenti, affinché possano essere rimborsati, devono essere prescritti solo in centri specializzati (in generale centri di Neurologia, Terapia del Dolore, Cure Palliative) delle Asl regionali. La ricetta dovrà essere rinnovata volta per volta e potrà essere prescritto un quantitativo massimo di cannabis necessario a coprire 30 giorni di terapia. Il medico prescrittore avrà anche il compito di monitorare gli effetti della terapia e dovrà trasmettere i dati relativi al paziente (ovviamente in forma anonima) al Servizio Farmaceutico della Asl di riferimento che a sua volta li inoltrerà, in forma aggregata, all'Istituto Superiore di Sanità per l'aggiornamento delle informazioni scientifiche su questo tipo di cure per le quali non ancora esistono evidenze adeguate.2

Esistono anche evidenze di utilità della cannabis per il vomito o inappetenza associati a chemioterapia o alla cachessia neoplastica (stati di debilitazione importante in pazienti con malattia allo stato avanzato), ma spesso per questi problemi le regioni non rimborsano le preparazioni, che possono comunque essere prescritte dal medico a carico dell’assistito.

 

In futuro, se ci saranno maggiori certezze sulla reale efficacia della cannabis per questi problemi, certamente la dispensazione a carico del sistema sanitario nazionale sarà allargata. Sono le farmacie a procedere alla preparazione sulla base delle indicazioni del medico prescrittore e a dispensarla al paziente.

In alcune regioni le preparazioni utilizzabili, che consistono soprattutto in cartine per vaporizzatori, tisane o gocce (estratti oleosi), sono prodotte direttamente dalle farmacie ospedaliere, in altre invece la preparazione è demandata alle farmacie esterne, anche private.

 

L’uso della cannabis a scopo terapeutico non esclude l’assunzione, anche contemporanea, di altri farmaci analgesici oppioidi o non oppioidi. Ciò perché l’azione benefica è dovuta all’attività su recettori diversi da quelli su cui agiscono gli analgesici tradizionali.

Glossario

Referenze

  1. Camera dei deputati. Leggi regionali. Accesed April 2017.
  2. Ministero della salute. Prescrizione preparazioni magistrali a base di cannabis. Accessed April 2017